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9e Rallye Pékin-Paris | 17 mai – 22 juin 2025

Comunicato stampa

  • 55 equipaggi internazionali pronti a “guidare l’impossibile”
  • Estenuante percorso di 14.988 km da Pechino a Parigi, mezzo giro del mondo
  • Nel gruppo un vincitore di Le Mans e veterani della Dakar
  • Un Ministro di San Marino sull’auto più piccola di sempre al P2P
  • Una Bentley del 1929 torna dopo 28 anni, un’altra Bentley affronta la sfida in solitaria

 

Il Peking to Paris Motor Challenge, l’ultima vera grande avventura motoristica al mondo, torna per la sua nona edizione il 17 maggio, con la partenza dalla Grande Muraglia Cinese. Sono passati 118 anni dalla prima edizione del 1907, e appena un anno dal ritorno trionfale dell’ottava edizione dopo cinque anni di pausa.

 

Questa impresa automobilistica, la più ambiziosa del suo genere, si svolge solitamente ogni tre anni, ma a causa della pandemia e di ulteriori ritardi, l’edizione 2024 si è tenuta solo lo scorso anno. Ora, nel 2025, si torna in strada per rispondere alla forte domanda rimasta in sospeso, creando così una sfida logistica supplementare per gli organizzatori, che però hanno accolto la missione con entusiasmo per onorare la grandezza dell’evento. Dal 2028 si tornerà al consueto ciclo triennale.

 

Il percorso 2025 prevede nuovamente una traversata continentale da 14.988 chilometri, quasi metà del globo, lungo la più estesa massa di terra continua del pianeta. In altre parole: si vola a Pechino e si guida fino a casa. La distanza è quasi identica a quella percorsa nella prima edizione del 1907, vinta dal Principe Scipione Borghese in risposta a una sfida lanciata dal quotidiano Le Matin.

 

L’itinerario attraverserà 11 paesi: dalla Cina al Kazakistan, passando per il Mar Caspio fino all’Azerbaigian, proseguendo in Turchia e poi in Europa attraverso Georgia, Bulgaria, Romania, Ungheria, Austria, Svizzera e Francia. Dieci attraversamenti di confine e sei notti in tenda. Le prime tre settimane porteranno gli equipaggi dentro e fuori le estreme propaggini del Deserto del Gobi, lungo strade difficili e impegnative.

 

Tra i 55 equipaggi internazionali spicca il Principe spagnolo Alfonso de Orléans-Borbón, navigatore esperto del P2P e del Dakar, al fianco del pilota francese Christophe Bouchut. Dopo 43 anni di carriera, 127 vittorie e sei titoli nelle 24 Ore (Le Mans, Daytona, Spa, Nürburgring e Dubai), Bouchut scende dall’asfalto per affrontare le piste sabbiose del Gobi.

 

L’ex pilota WRC e vincitore di numerosi rally HERO-ERA, l’argentino Jorge Perez Companc, partecipa con il figlio Cristobal a bordo di una imponente Chevrolet Master Coupé del 1939 – un gigante a confronto con l’auto più piccola mai vista al P2P: una Fiat 500 del 1973!

 

Ed è proprio su questa Fiat 500 che viaggerà il Ministro del Turismo della Repubblica di San Marino, Federico Pedini Amati, coraggiosamente impegnato come membro dell’equipaggio mentre promuove il suo paese lungo il percorso. Con lui il desertista Fabio Longo e il veterano del P2P nonché giornalista Roberto Chiodi. L’equipaggio correrà sotto i colori della Repubblica di San Marino, nello spirito del vincitore del 1907, il Principe Scipione Borghese. Le principali testate italiane e la TV nazionale seguiranno da vicino questa avventura.

 

I piloti Bentley Tomas de Vargas Machuca e Jonathan Turner saranno protagonisti per motivi molto diversi. Tomas, presidente di HERO-ERA, lo scorso anno è scampato a un grave incidente in Azerbaigian, quando lui e il compagno Ben Cussons sono stati costretti a saltare fuori dalla loro 1914 Lafrance avvolta dalle fiamme. Tomas torna quest’anno con una Bentley del 1926, e tenterà l’impresa completamente da solo – sarebbe il primo nella storia del rally a riuscirci.

 

Jonathan Turner è l’unico concorrente ad aver partecipato anche alla seconda edizione del P2P nel 1997, quando fu rilanciata da Philip Young. Torna sulla stessa Bentley del 1929 con cui gareggiò 28 anni fa. È uno dei piloti più esperti: partecipò nel 2007 con una Itala e nel 2018 al Himalayan Challenge con il figlio Freddie. Imprenditore e sostenitore di cause benefiche da oltre trent’anni, questa sarà la sua terza P2P. Accanto a lui, il suo nuovo navigatore Nick English, che normalmente pilota aerei d’epoca.

 

Di tutt’altro profilo è l’imprenditore britannico John Caudwell, alla sua prima Peking to Paris, che affronterà con il fratello Brian a bordo di una Chevrolet Fangio Master Coupé del 1938. Fondatore di numerose organizzazioni benefiche – tra cui Caudwell Children, Caudwell Youth e Caudwell LymeCo – John è abituato ad aiutare gli altri, ma ora si misura con quella che forse è la sfida sportiva più dura della sua vita: il P2P.

 

Non è un viaggio per deboli di cuore – è una sfida titanica, con giornate lunghissime su strade dure. Per molti è un sogno, l’impresa di una vita. Uno che sa bene cosa comporta è Chris Elkins, il pianificatore del percorso, al suo settimo P2P. “Il tracciato può sembrare simile a quello del 2024”, spiega, “ma appena entriamo in Europa, tutto cambia. Le città in Cina e Kazakistan sono le stesse, ma le tappe quotidiane sono completamente diverse. Abbiamo raccolto tante osservazioni dall’anno scorso e apportato miglioramenti ovunque possibile. A tratti sembrava più facile buttare la mappa e ricominciare da capo!”

 

Solo quattro equipaggi del 2024 sono iscritti anche quest’anno. Chi torna, ricorderà quanto è sorprendente la Cina rurale. Chris segnala in particolare il settimo giorno e la meravigliosa esperienza dell’alba sulla Great Sea Road – un momento magico che sarà replicato anche quest’anno.

 

Ci attendono molte avventure che, come sempre, saranno un’occasione per rafforzare lo spirito di squadra e il senso di esplorazione che rendono questo rally unico. “Lo spirito nel campo è fondamentale,” afferma Guy Woodcock, direttore di gara HERO-ERA. “Le giornate sono lunghe, le partenze all’alba, e se la macchina dà problemi, diventa ancora più dura. Ed è lì che le persone intorno a te fanno la differenza.”

 

Quando le auto arriveranno a Parigi, i partecipanti avranno trascorso quasi sei settimane fianco a fianco, stringendo legami inaspettati. Ci sono poche attività al mondo che mettono alla prova lo spirito umano con tale intensità – e per questo, il P2P conserva ancora l’essenza della sua prima epica avventura di 118 anni fa.

 

Come sempre, anche il parco auto sarà eccezionale. Gli australiani Alan e Leigh Maden guideranno il veicolo più antico del gruppo: un American LaFrance Type 12 del 1917, con un enorme motore da 14,5 litri. Nella classe Pioneer saranno affiancati da una Rolls-Royce Silver Ghost del 1920, condotta da Michael Power e Nigel Parsons. In tutto, sono 25 le auto anteguerra iscritte, quasi la metà del campo, con veterani del rally come Brian Scowcroft, Jonathan Turner e Jorge Perez Companc (questa volta con il figlio Cristobal).

 

Le categorie Classic offrono la consueta varietà: Porsche 911, Ford Escort, Datsun e altre icone da rally, ma anche vetture insolite come la Volvo 220 Station Wagon dell’equipaggio americano John e David Houck – con tanto spazio per i bagagli! Presenti anche due Peugeot 504 Coupé, tra cui l’auto numero 55, una ex vettura ufficiale con pedigree da vincente, affidata a Christophe Bouchut, vincitore di Le Mans nel 1993 con il marchio francese.

 

Ma, come ricorda il direttore Woodcock: “Dimenticate la parola ‘gara’. Questo non è un gran premio, è un rally. La cosa più importante è arrivare in fondo. Può sembrare ovvio, ma su questo terreno e per questa distanza, bisogna prendersi cura della macchina – e di sé stessi.”

Un consiglio saggio, da tenere bene a mente quando il gruppo partirà il 17 maggio dalla Grande Muraglia. Da lì in poi, si smette di parlare: per 37 giorni, ci sarà solo la strada.
Un’ultima, grandissima avventura: Drive the Impossible.

 

Pubblicato:
giovedì maggio 8th, 2025

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