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Jaguar C-Type; solo una versione alleggerita della 120?

A volte le macchine di ieri conservano una bellezza senza tempo: un linguaggio stilistico che definisce le forme riconoscibili delle grandi marche. Eppure nessuna ha mai eguagliato le qualità ammalianti della Jaguar C-Type.

 

Celebre come la vincitrice di Le Mans della casa di Coventry, la C-Type rappresenta l’apice dei successi di Jaguar nel dopoguerra. Il trionfo della XK120 mise in evidenza la raffinatezza del sei cilindri in linea da 3,4 litri con albero a camme in testa, progettato dal capo ingegnere William “Bill” Heynes. Questo motore spinse la 120 alla ribalta, come l’auto di serie più veloce al mondo al momento del suo debutto nel 1948. Con le sue linee eleganti e il futurismo aerodinamico, la XK conquistò stampa e pubblico, segnando una nuova era per il design automobilistico britannico. Lontana dalle antenate prebelliche, Jaguar portò il linguaggio della sportiva nell’età delle forme filanti. Il clamoroso successo della XK stradale convinse il direttore generale William Lyons a creare un reparto corse. Entro giugno 1951, questo nuovo team specializzato fu incaricato di costruire la prima vettura Jaguar concepita espressamente per le competizioni.

 

A prima vista, la C-Type potrebbe sembrare una XK senza fronzoli – la “diet 120”, priva di comfort e dotata di una nuova carrozzeria sopra un motore già collaudato. Eppure la sportiva alleggerita di Jaguar fu ripensata da cima a fondo. Al posto del telaio stradale, la meccanica standard venne integrata con fluidità in un telaio tubolare leggero, progettato appositamente. Addio alla classica carrozzeria artigianale; al suo posto, una scocca curva e filante, plasmata per l’efficienza aerodinamica dal carrozziere Abbey Panels. La vettura reinventata da Heynes non solo fu la chiave del trionfo della C-Type a Le Mans, ma pose anche le fondamenta della futura filosofia stilistica di Jaguar.

 

La calandra ellittica e la morbida linea dei passaruota evidenziano il legame con la versione stradale. Eppure il profilo sinuoso, i fari carenati e le prese d’aria laterali inclinate segnalano differenze nette rispetto alle sorelle maggiori. Come primo ingresso di Jaguar nel mondo delle corse internazionali, queste modifiche furono introdotte per affrontare le estenuanti 24 Ore di Le Mans. Gli interventi dinamici sul design divennero la prima bozza di Heynes per la genealogia di classici immortali Jaguar, dalle seducenti linee della celebre E-Type alla successiva erede ondulata della C, la D-Type con pinna. La Jaguar C-Type non è certo una 120 camuffata.

 

Testo di Alexander Simmons-Miller

Foto di RM Sotheby’s

 

Pubblicato:
giovedì ottobre 2nd, 2025
Christopher Jenkins
05 Ottobre 2025, 12:07
Nothing about Malcolm Sayer, how strange
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