La rivista e il marketplace globale per gli appassionati di auto d’epoca, creati da appassionati.
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Nel mondo in continua evoluzione del motorsport del dopoguerra, poche macchine si distinguono non solo per le loro prestazioni, ma per le storie che raccontano. La Platé Special, costruita nel 1948, è una di queste: una rara creazione da Gran Premio che collega l’era prebellica a quella postbellica grazie all’ingegno e all’artigianato.
Al centro del progetto c’era Enrico Platé, pilota ed ex team manager svizzero-italiano, attivo negli anni ’30 e ’40. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Platé abbandonò le competizioni per dedicarsi alla ricostruzione e alla modifica di vetture per i Gran Premi, spesso partendo da basi più datate che aggiornava per soddisfare le nuove esigenze tecniche.
Negli anni ’30, Platé acquistò tutte e tre le Talbot-Darracq da Gran Premio originali. Questi telai rappresentarono la base delle sue elaborazioni per molti anni. Dopo la guerra, la sua esperienza culminò nella sua ultima e più ambiziosa creazione: la Platé Special.
A differenza delle precedenti modifiche, questa vettura nacque su un telaio completamente nuovo, progettato dallo stesso Platé. La carrozzeria era leggera, l’assale posteriore proveniva da una Maserati, e le sospensioni erano totalmente riprogettate – un importante passo avanti a livello ingegneristico. Il motore conservava le origini Talbot nella concezione generale, ma fu profondamente modificato. Grazie alla collaborazione con la celebre casa italiana Isotta Fraschini, Platé fece realizzare nuovi blocchi motore fusi su misura. Inoltre, il propulsore fu dotato di un secondo compressore, per prestazioni ancora superiori.
Uno dei pochi piloti ad aver guidato la Platé Special fu nientemeno che Clemente Biondetti, leggendario corridore italiano e quattro volte vincitore della Mille Miglia. Nel 1948 portò in pista l’auto su circuiti iconici come Monza e Bremgarten, in Svizzera. Sebbene la vettura non ottenne grandi vittorie, rappresentava lo spirito del motorsport del dopoguerra: resilienza, adattamento e la costante ricerca della velocità.
Nel 1950, la Platé Special fu esposta al salone dell’automobile di Torino come una macchina da corsa unica e innovativa. In seguito, la sua traccia si perse, e cadde nell’oblio per molti decenni.
Molti anni dopo, l’auto è riapparsa in Germania, oggi di proprietà della famiglia Neisius, che ha intrapreso un ambizioso progetto di restauro. Tuttavia, molte informazioni restano sconosciute: specifiche tecniche, cronologia delle gare e storia meccanica sono ancora frammentarie.
Curiosamente, la vettura rimase in gran parte intatta fino agli anni ’80, quando fu parzialmente smontata – anche da Sean Danaher – per ricreare una delle originali Talbot-Darracq da GP. Quel veicolo si trova oggi in Svizzera, ma la storia unica della Platé Special non è ancora finita.
Ed è qui che entri in gioco tu.
La famiglia Neisius lancia un appello alla comunità dei veicoli storici e degli appassionati di motorsport: possedete fotografie, documenti, disegni tecnici o qualsiasi informazione sulla Platé Special o sul suo passato agonistico?
Ogni frammento può contribuire a riportare alla luce questa macchina eccezionale.
Se potete offrire un contributo, vi preghiamo di contattarci – insieme possiamo far rivivere una leggenda dimenticata del Gran Premio.