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Marketing monumentale: la Renault 4 sul Ponte di Rialto

C'è stato un tempo in cui nessuno sembrava preoccuparsi se qualcuno si arrampicava su meraviglie del mondo come il Colosseo di Roma, l'Acropoli di Atene o Stonehenge, nel Wiltshire. Le ondate di turisti hanno però cambiato radicalmente la situazione. Oggi salire, sedersi o perfino toccare questi monumenti storici è spesso severamente vietato, con multe che possono raggiungere diverse centinaia di euro. Lo stesso vale per i ponti in pietra del XVI secolo di Venezia, il Ponte di Rialto e il Ponte della Paglia, nel cuore del centro storico pedonale della città. Il primo è stato sottoposto a un accurato restauro circa dieci anni fa, reso possibile anche grazie a una donazione di cinque milioni di euro dell'imprenditore veneziano Renzo Rossi.

 

Provate a immaginare Renault che oggi chieda il permesso di far salire e scendere la nuova Renault 4 lungo le ripide scalinate di questi ponti storici, facendola poi sfilare tra le strettissime calli veneziane per una trovata pubblicitaria. Impensabile. Eppure, nel 1961, l'idea non sembrava affatto irrealistica, né per Renault né per le autorità cittadine. L'iniziativa era stata concepita per dimostrare la robustezza della nuova vettura e le qualità della sua sospensione completamente indipendente a lunga escursione. La Renault assorbiva ogni asperità con estrema facilità, mantenendo l'assetto sorprendentemente stabile e il comfort elevato.

La dimostrazione funzionò? Probabilmente sì. Se la Citroën 2CV aveva aperto il mercato delle utilitarie essenziali dimostrando di poter attraversare un campo arato con un cesto di uova senza romperne nemmeno una, la Renault 4 trasmise lo stesso messaggio in maniera decisamente più spettacolare. Nel giro di cinque anni ne furono venduti un milione di esemplari, soprattutto nelle campagne francesi e in molte altre aree del mondo dove le strade erano tutt'altro che perfette. È invece difficile immaginare che il Ponte di Rialto sia stato nuovamente affrontato da una Renault 4.

 

Testo: Jeroen Booij, foto: Renault PR

 

Pubblicato:
venerdì luglio 3rd, 2026

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