La rivista e il marketplace globale per gli appassionati di auto d’epoca, creati da appassionati.
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Comunicato stampa
Partiti sei giorni fa dalla Grande Muraglia cinese, con l’obiettivo di raggiungere Parigi in 37 giorni e 14.800 km, i 54 equipaggi del Peking to Paris 2025 hanno ora raggiunto le sabbie mobili del deserto del Gobi.
Provenienti da 14 Paesi diversi, su auto che vanno da un colossale LaFrance del 1917 a una minuscola Fiat 500 (Cinquecento), hanno già affrontato prove di regolarità, test cronometrati e sezioni STC su strade sterrate, piste da corsa e strade di montagna. Ora si trovano nella Mongolia Esterna, dove competono e resistono sotto un sole cocente da 35 gradi, seguiti da tempeste di sabbia.
Una squadra argentina – l’ex pilota WRC Jorge Perez Companc con il figlio Cristobal, al suo debutto come navigatore – ha conquistato la testa della corsa dopo pochi giorni. Jorge vanta un impressionante curriculum nelle gare HERO-ERA, con vittorie nella Sahara Challenge e nella Badawï Challenge to the Last Oasis. Padre e figlio gareggiano sulla stessa Chevrolet Master Coupé del 1939 con cui hanno già trionfato in Medio Oriente. Solo un secondo di penalità al quinto giorno.
Alle loro spalle, nella stessa classe Vintage, si trovano Brian Scowcroft (GB) e Mark Gilmour (GB) sulla Chevrolet Fangio Roadster, in lotta per la vittoria assoluta, riservata solo alle vetture d’epoca (Vintage).
Grande battaglia anche nella Classe Classic, dove l’olandese Harold Goddijn, con la francese Corinne Vigreux alla navigazione, guida la classifica a bordo della loro Porsche 911. Inseguono da vicino Brian Palmer e David Bell (GB) sulla loro Peugeot 504 Coupé, fino a quando si sono trovati di fronte a un cancello chiuso durante la sezione STC del giorno 5 – già indicato nelle note di aggiornamento pre-gara.
Non erano gli unici: anche gli australiani John Henderson e Lui MacLennan, con la loro Volvo 144, si sono trovati bloccati dallo stesso cancello, perdendo tempo nel dover tornare indietro. Palmer e Bell sono scivolati al 4º posto in Classic, mentre Henderson e MacLennan sono passati al 3º.
Il tedesco Gerd Bühler, già vincitore del Flying Scotsman Vintage Rally con la sua Bugatti, ha fatto un balzo in avanti in classifica. Questa volta è in gara con una Porsche 911 (Classe Classic) insieme al giovane navigatore Laurenz Feierabend: ora sono quarti assoluti e secondi in Classic.
Gli austriaci Friedrich Müller e Robert Huber, a bordo della loro Ford Escort 1300, sono quinti in Classic. Gli americani Jim Callahan e Tucker Rose, sulla Prodrive Mustang HERO-ERA (Arrive & Drive), hanno raggiunto la top ten.
L’equipaggio britannico composto da Jim Valentine e Jonathan Lodge, esperti della P2P con la loro AMC AMX, è salito al 10º posto assoluto e 2º di classe.
L’auto più piccola mai vista nella P2P è la Fiat Cinquecento (500), un’impresa coraggiosa della Repubblica di San Marino. La piccola vettura ha già avuto problemi con l’acceleratore e il terreno sabbioso del Gobi non aiuta.
La prima Sporting Time Control (STC) dell’evento – prove più intense rispetto alle regolarità, che mettono le auto alla prova sui terreni desertici – ha quasi messo fine all’avventura della Fiat. Con canaloni profondi, salite insidiose e tratti accidentati, alcuni simili a una Safari Rally, le profonde scanalature hanno quasi inghiottito la 500.
L’equipaggio composto da Fabio Longo (IT), dal Ministro del Turismo della Repubblica di San Marino Federico Pedini Amati (IT), e dal giornalista italiano Roberto Chiodi, aveva srotolato la bandiera di San Marino davanti alla vettura la sera precedente – una bandiera che superava in dimensioni la macchina stessa. Almeno potranno usarla per chiedere aiuto, nel caso vengano di nuovo inghiottiti dalla sabbia!
Successivamente, una squadra meccanica HERO-ERA è stata inviata per recuperare la Fiat e rimetterla in gara.
Tomas de Vargas Machuca (GB), presidente di HERO-ERA, che nel 2024 era riuscito a sfuggire all’incendio della sua LaFrance del 1914 in Azerbaigian con il compagno Ben Cussons, è tornato alla Peking to Paris per tentare un’audace impresa in solitaria con una Bentley del 1925. Nonostante problemi all’acceleratore, bulloni allentati e surriscaldamento, Tomas prosegue tra le dune ed è attualmente 15º nella categoria Vintage.
Non è l’unico pilota solitario. Michael Power, al volante di una Rolls-Royce Silver Ghost del 1920, ha dovuto lasciare la corsa per rientrare urgentemente nel Regno Unito dopo una tragedia avvenuta presso Bicester Motion, dove è membro del consiglio. Tutti i partecipanti del P2P hanno inviato pensieri di cordoglio alle famiglie delle vittime e auguri di pronta guarigione ai feriti.
Il copilota Nigel Parsons ha deciso di continuare da solo, stringendo un’alleanza simbolica con Tomas de Vargas Machuca: Bentley e Rolls Royce viaggiano insieme, esempio perfetto dello spirito solidale e collaborativo che anima la Peking to Paris.
Il vincitore di Le Mans Christophe Bouchut (FR) e l’ex pilota diventato navigatore Alfonso de Orleans-Borbon (ES) sono nei primi venti e terzi nella loro classe con una storica Peugeot 504 Coupé V6. Avrebbero potuto fare meglio, ma hanno perso molto tempo per la rottura del cavo dell’acceleratore proprio su una pista dove avrebbero dovuto brillare.
Il partecipante più esperto della P2P 2025 è Jonathan Turner (GB), di ritorno dopo 28 anni con la stessa Bentley con cui partecipò alla seconda edizione della gara nel 1997. Con lui c’è Nick English (GB), al suo primo P2P: un sogno che si realizza. Pilota di aerei storici, si è immerso con passione nel ruolo di navigatore. Insieme sono quarti nella Vintage e quindi anche nella classifica assoluta, a bordo di una Bentley del 1929 – la quinta vettura più antica in gara.
La varietà delle auto è straordinaria: dai pionieri del 1917 e 1920 ai modelli Vintage del 1924 e 1930 come la Rolls-Royce Phantom 2. Nella Classe Classic spiccano una Volvo station wagon del 1967 (John e David Houck, USA), una Datsun 240Z del 1975 (Ryan e Isaiah Salter, USA) dipinta come una zebra, e una Citroën DS20 impeccabile dell’orologiaio svizzero Daniel Spadini (CH), che guida sempre in camicia bianca abbinata all’auto.
Ci sono anche una Mustang Prodrive degli americani Jim Callahan e Tucker Rose e una Peugeot 504 V6 Coupé ex-ufficiale, vincitrice del Safari Rally WRC con Jean-Pierre Nicolas, ora guidata da Christophe Bouchut.
I partecipanti sono altrettanto vari: duchi, venditori d’auto, banchieri svizzeri, imprenditori, filantropi come Brian Caudwell e Jonathan Turner, ex piloti WRC, un vincitore di Le Mans, uno stilista parigino, due orologiai, un ministro, un giornalista, un meccanico, uno spedizioniere e un agricoltore. Tutti accomunati dalla passione per l’avventura motoristica.
La strada da percorrere è ancora lunga, e il percorso si farà più duro: caldo, polvere e condizioni imprevedibili metteranno a dura prova sia l’uomo che la macchina. Ma all’orizzonte ci sono la Great Sea Road, il Kazakistan e il Mar Caspio. Dopo soli sei giorni su trentasette, la Peking to Paris 2025 è appena cominciata.
Foto: Ian Skelton