La rivista e il marketplace globale per gli appassionati di auto d’epoca, creati da appassionati.
La rivista e il marketplace globale per gli appassionati di auto d’epoca, creati da appassionati.
Per molti appassionati di auto d’epoca, la Goodwood Revival è l’apice della stagione – un mix travolgente di gare, storia e teatro che affascina non solo piloti e spettatori, ma anche fotografi.
Arrivare presto è fondamentale. Altrettanto importante è vestirsi a tema: l’abbigliamento vintage non è solo incoraggiato, ma fa parte del divertimento, permettendo a tutti di immergersi subito nella golden age del motorsport.
Il circuito di Goodwood è diviso in tre aree. Dall’altro lato della strada regna l’atmosfera vivace di una fiera: bancarelle, punti ristoro, stand commerciali e persino un cinema all’aperto. Ma una volta rientrati nel circuito, si entra in un mondo diverso – il vero spirito della Revival, riportato in vita da rievocatori, scenografie a tema e, quest’anno, dalla celebrazione della cultura hippie degli anni ’60, con simboli di pace, fiori e furgoncini VW.
Al centro di tutto c’è l’Inner Circuit. Qui i paddock sono aperti, la pitlane vibra di energia e l’aria è pervasa dal profumo e dal suono evocativo dei motori che prendono vita. La gara stessa è puro teatro: il tracciato è rimasto fedele al disegno originale, con edifici autentici, pit stop d’epoca e tribune che offrono una vista libera sull’azione. Nessune alte recinzioni, nessune barriere moderne – solo l’emozione pura di vedere le auto da corsa storiche così come erano state pensate.
Per me, la Revival è il sogno di ogni fotografo. Ogni angolo regala un soggetto: le auto scintillanti, le esibizioni aeree e – forse più affascinanti di tutti – le persone che incarnano lo spirito del passato. Catturare la Goodwood Revival attraverso l’obiettivo significa preservare non solo le macchine, ma anche l’atmosfera viva e vibrante che rende questo evento così unico.
Testo e foto di David Clarke